Battisti: se estradato mi consegneranno alla morte

L’ex terrorista ha parlato al quotidiano Estado: «Non so se il Brasile voglia macchiarsi, sapendo che il governo e i media hanno creato questo mostro in Italia»
ANSA


Pubblicato il 12/10/2017
Ultima modifica il 12/10/2017 alle ore 16:46

Il giorno dopo la decisione del presidente brasiliano Temer di revocargli lo status di rifugiato politico, Cesare Battisti parla della possibilità di essere estradato in Italia. La decisione spetta a un giudice, Luis Fux, ministro del Supremo Tribunal Federal, che deve rispondere alla richiesta di “habeas corpus” presentata dai suoi legali: «Non sappiamo su che cosa si baserebbe il gabinetto giuridico della presidenza perché io possa essere estradato. Non so se il Brasile voglia macchiarsi, sapendo che il governo e i media hanno creato questo mostro in Italia. Mi consegneranno alla morte». Le dichiarazioni in un’intervista al quotidiano brasiliano O Estado de S. Paulo.  

 

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«Siamo fiduciosi che il presidente della Repubblica, noto docente di Diritto costituzionale, rispetterà le norme brasiliane, nonostante le pressioni politiche interne ed esterne», aggiungono in una nota i legali di Battisti.  

 

 

L’ex terrorista parla dell’arresto dei giorni scorsi e ripete che si trovava in auto con amici per andare a pescare e che la polizia federale li “ha seguiti”: «Ci stavano aspettando, da tempo l’operazione era stata preparata con l’aiuto dell’ambasciata italiana. Era evidente, c’erano persone che non avrebbero dovuto lavorare alla frontiera». Secondo lui sarebbe stato incastrato per «un crimine che non esisteva», riferendosi al ritrovamento del denaro in suo possesso quando è stato arrestato in Brasile. «Non ho mai pensato di uscire dal Brasile, ma se avessi voluto farlo non sarei andato in Bolivia, avrei scelto l’Uruguay, perché è un paese un po’ più affidabile ed è dove ho più relazioni» ha aggiunto. 

 

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Dure le reazioni in Italia: «Il terrorista Cesare Battisti usa un linguaggio intollerabile. Dice che se torna in Italia sarà consegnato alla morte? Ma quale morte! Al massimo alla galera, nella quale doveva marcire da tempo. La morte è quella che lui ha inflitto a tante persone perbene uccise dalla sua follia di terrorista comunista. Le autorità brasiliane devono smetterla di offendere l’intero popolo italiano dando ospitalità a questo assassino» ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri. 

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