Corruzione a Invitalia: otto arresti a Roma

LAPRESSE


Pubblicato il 12/10/2017
Ultima modifica il 12/10/2017 alle ore 19:39
roma

Intascavano i finanziamenti di Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo, controllata dal ministero dell’Economia senza però averne i requisiti. Per questo con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, rivelazione del segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico sono finite agli arresti domiciliari 8 persone.  

 

 

Il sistema illecito  

Il gruppo criminale sarebbe nato con l’obbiettivo di ottenere illecitamente finanziamenti pubblici attraverso la presentazione di richieste di finanziamento create ad hoc, stilate sulla base di indicazioni ricevute grazie alla corruzione di un dipendente di Invitalia infedele, Luigi Napoli.  

 

Gli arrestati  

La Squadra Mobile di Luigi Silipo e lo Sco, coordinate dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo, hanno tratto in arresto: Ignazio Cozzoli Poli; Emanuele Riganté; Massimiliano Portaleone; Filippo Marullo; Riccardo Solfanelli; L’avvocato, Francesco Capoccia, Silvia Pronti; e il già citato dipendente di Invitalia, Luigi Napoli.  

 

Le Perquisizioni  

Gli inquirenti, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, stanno eseguendo numerose perquisizioni, tra le quali nella sede di Invitalia e lo studio legale dell’avvocato Francesco Capoccia.  

 

L’innesco all’indagine, e le tangenti promesse di 70 mila euro  

L’indagine durata un anno e mezzo è nata dalle intercettazioni telefoniche e ambientali che davano prova dell’interesse dei soggetti alle erogazioni pubbliche di Invitalia. I personaggi scambiavano informazioni con una distinzione dei ruoli ben definita: la finalità era quella di ottenere i finanziamenti pubblici. Uno degli elementi importanti dell’associazione è l’ex consigliere del Comune di Roma, ex Lista Marchini, Ignazio Cozzoli (nel luglio 2016 - prima dei fatti oggetti di reato - ha lasciato la lista per passare nel gruppo Misto). La base operativa dove l’associazione criminale si riuniva era invece lo studio legale dell’avvocato Capoccia. Le tangenti pattuite erano somme di denaro erogate e promesse. Il denaro effettivamente dato è pari a circa 600 euro, e quello promesso era invece pari a 70 mila euro.  

 

Lo schema era sempre lo stesso: presentazione progetto da parte dell’imprenditore, ottenimento del via libera, e poi incontro con finanziatori Invitalia. Qui si inseriva la figura dell’avvocato Capoccia che grazie all’aiuto dell’impiegato infedele di Invitalia Napoli forniva in anticipo i requisiti e le domande che i valutatori Invitalia avrebbero fatto agli imprenditori. Napoli agiva anche con pressioni nei confronti dei valutatori chiedendo loro di far passare i progetti presentati dalle persone da lui segnalate.  

 

Cozzoli il «promotore» dell’associazione  

Ignazio Cozzoli Poli, ex consigliere della lista Marchini - secondo quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare - è «promotore e organizzatore del gruppo criminale, utilizzando le conoscenze istituzionali e le relazioni politiche» per mettere «in contatto i sodali» e «individuare persone esperte nel campo dei finanziamenti pubblici». Altro ruolo determinante è quello del dipendente di Invitalia, Luigi Napoli che «abusando della posizione professionale e sfruttando l’esperienza acquisita, forniva documenti riservati». Ruolo determinante era anche quello dell’avvocato Francesco Capoccia, che aveva il compito di «reclutare i soggetti a cui intestare formalmente i progetti per attività imprenditoriali di fatto a lui riconducibili».  

 

Sostegno elettorale alla Lista Marchini da chi avrebbe ottenuto il finanziamento  

Si legge negli atti che Ignazio Cozzoli cercava un «consenso elettorale tra coloro che hanno ottenuto illecitamente le erogazioni da Invitalia». «L’ulteriore utilità» - si legge ancora nelle carte - sarebbe stata l’obbiettivo dell’ex consigliere della lista Marchini, il quale intendeva «poter contare per le elezioni amministrative del giugno 2016 del voto degli associati e di tutti coloro che formalmente o di fatto avrebbero ottenuto il finanziamento». 

 

Le strategie politiche  

L’ex Alemanniano Solfanelli e l’avvocato Cozzoli - in alcune intercettazioni telefoniche captate dalla Squadra Mobile di Roma - parlano di strategie citando il processo a Fitto, ex Fratelli d’Italia. Nelle intercettazioni è lo stesso Cozzoli a sostenere che i candidati della Lista Marchini erano decisi da lui. 

 

Le parole del capo della Squadra Mobile, Luigi Silipo  

«E’ da un anno e mezzo che abbiamo istituito la squadra speciale contro la corruzione. La materia è molto tecnica, ma il procuratore aggiunto Paolo Ielo ci ha dato subito fiducia. Sono orgoglioso dei miei uomini e in particolare della nostra sezione anticorruzione guidata da Maurizia Quattrone».  

 

L’Agenzia Invitalia afferma essere «parte lesa nell’inchiesta condotta dalla procura che ha coinvolto tra gli altri anche suo impiegato (già sospeso)». Ed ha inoltre - si legge ancora nella nota stampa - «affidato ai propri legali il mandato di seguire le indagini come rappresentanti di parte offesa, offrendo ai pm romani ogni collaborazione».  

 

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