Aumentano i ricchi nel mondo. Ma i Millennial restano indietro

La crescita è stata del 27% in 10 anni. L’Italia è nella top ten dei Paesi al mondo in cui i capitali sono cresciuti di più


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 18:56

Dieci anni di crescita per la ricchezza nel mondo. Dall’inizio della crisi finanziaria globale, nel 2007, secondo il Global Wealth Report 2017 del Credit Suisse Research Institute, la ricchezza globale è cresciuta del 27%. E nei 12 mesi a giugno 2017 la ricchezza mondiale è cresciuta più velocemente rispetto agli ultimi anni, con la ricchezza media pro capite che ha raggiunto nuovi record. 

 

Secondo l’ottava edizione del Global Wealth Report nel periodo metà 2016 - metà 2017 la ricchezza mondiale globale è aumentata del 6,4% (16,7 mila miliardi di dollari, fino a raggiungere 280 mila miliardi di dollari), il tasso più elevato dal 2012. L’incremento riflette gli ampi guadagni nei mercati azionari, insieme agli incrementi degli asset non finanziari, che per la prima volta hanno toccato livelli superiori a quelli del 2007, anno di inizio della crisi. La crescita della ricchezza ha anche superato la crescita della popolazione: il patrimonio medio pro capite tra la popolazione adulta è cresciuto quindi del 4,9% con un nuovo massimo storico di 56.540 dollari. 

 

Quattro Paesi dell’Eurozona (Germania, Francia, Italia, Spagna) appaiono nella top ten. Insieme rappresentato 3,1 mila miliardi di dollari, ovvero quasi il 20% dell’aumento complessivo in tutto il mondo. 

 

Italia tra i Paesi migliori  

L’Italia risulta essere quest’anno al sesto posto nella classifica dei dieci Paesi che hanno visto crescere la propria ricchezza in modo più significativo con 1 milione e 288 mila milionari (milionari in dollari), 138 mila in più rispetto all’anno scorso, che rappresenta il 4% dei milionari di tutto il mondo. 

 

Restano indietro i Millenial  

l rapporto di quest’anno si focalizza sui Millennial e sulle loro prospettive di accumulazione di ricchezza. Nel complesso, dai dati emerge uno “svantaggio Millennial” dovuto, ad esempio, a norme più rigide per l’accesso alle ipoteche, all’aumento dei prezzi delle abitazioni, alle maggiori disparità e alla minore mobilità di reddito: si tratta di ostacoli alla costituzione del patrimonio per i giovani lavoratori e risparmiatori in molti paesi. Vi sono tuttavia anche note positive, con il recente aumento del numero di miliardari di età inferiore a 30 anni rilevato da Forbes nonché un quadro più positivo in Cina e in altri mercati emergenti. 

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