Turnu: “Baglioni, portami al Festival di Sanremo. Voglio suonare la mia musica di speranza”

L’appello del dj e musicista colpito dalla Sla

Due canzoni composte con gli occhi Qui sopra, Andrea Turnu, 30 anni. La sua seconda canzone è stata composta con una ragazza siciliana come lui malata di Sla


Pubblicato il 05/01/2018
Ultima modifica il 05/01/2018 alle ore 13:48
ales (oristano)

Se salisse sul palco vincerebbe di sicuro. A Sanremo per Andrea Turnu il successo sarebbe quasi scontato, perché un campione di vita come lui conquisterebbe tutti e subito: giuria popolare, critici, ascoltatori, nuove proposte e big della canzone. Lui, in realtà, non può, ma è la musica a scandire tutti i momenti della sua vita.  

 

Andrea è immobile sul letto da cinque anni e sono i decibel a consentirgli di liberarsi dalla trappola della Sla e di viaggiare lontano. Il salto che ora vorrebbe fare lo porterebbe dal lettino della sua casa di Ales (piccolo paese al centro della Sardegna) fino al palco più importante della canzone italiana. L’appello è rivolto direttamente a Claudio Baglioni, che del prossimo festival sarà il direttore artistico.  

 

 

Andrea Turnu vorrebbe sfruttare i riflettori del festival per far sentire la sua musica e per lanciare il suo inno alla vita. Sanremo sembra davvero il luogo ideale per lui: non è un cantante, è vero, ma è uno che si alimenta di musica. È un dj ed è l’unico capace di mixare con gli occhi. Non solo: con lo stesso sintetizzatore che gli consente di comunicare, ha già composto due canzoni. Due piccoli capolavori realizzati esclusivamente grazie al movimento delle pupille. Il primo pezzo, My Window on the Music, è stato un successo immediato e dalla galleria virtuale di iTunes ha raccolto risorse preziose per contribuire alla ricerca sulla malattia.  

 

Il secondo brano è più recente ed è nato dalla collaborazione tra il dj sardo e una ragazza siciliana che come lui combatte contro la spietatissima Sla. «Purtroppo non posso cantare e ai concorrenti del festival non posso contendere il premio finale - ironizza il dj sardo -. Però mi piacerebbe avere l’opportunità di far passare il mio messaggio attraverso il palco del Festival. Vorrei mostrare al mondo dorato dello spettacolo quello che la musica può fare per aiutare una persona con le mie difficoltà. E allo stesso tempo vorrei ricordare agli italiani quanto è urgente un impegno di tutti per sconfiggere questa malattia spietatissima. Io non mi arrendo e anche se non posso muovermi ho deciso di combattere con tutte le forze per vivere al meglio, ma col sostegno di tante altre persone la vita dei malati potrà presto migliorare».  

 

 

Su Andrea Turnu, la Sla si è accanita con una velocità impressionante. E nel giro di pochi anni gli ha impedito di muoversi e di parlare. Ma non di continuare a sognare: vivendo felice grazie alla musica e immaginando un futuro normale. «Davanti agli artisti e ai milioni di spettatori vorrei raccontare quanto è difficile combattere con questa malattia e quanto è bello scegliere di affrontarla con forza e coraggio. Ecco, vorrei lanciare un messaggio di speranza: non è compatibile con un festival musicale?».  

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