La scherma ricorda Gino Cantone, l’unico vercellese medaglia d’oro alle Olimpiadi

In via Massaua conferenza organizzata dalla Pro e dall’Unione cristiana imprenditori dirigenti


Pubblicato il 12/01/2018
vercelli

Si torna indietro nel tempo domani (sabato 13 gennaio) nella sala d’armi di via Massaua a Vercelli. Alle 10,30 Gino Cantone, l’unico atleta vercellese ad aver conquistato finora una medaglia d’oro individuale nella spada alle Olimpiadi, rivivrà nella relazione del giornalista e storico Maurizio Massa in un incontro, moderato dalla giornalista de La Stampa Raffaella Lanza e organizzato dall’associazione Pro Vercelli Scherma e dalla sezione dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti di Vercelli.  

 

La mattinata vuole essere un ricordo a Cantone, che alle Olimpiadi di Londra del 1948 salì, nella prova individuale, sul primo gradino del podio. Cantone, detto Gino, nato a Robbio Lomellina nel 1917 e scomparso a Novara nel 1997, era non solo un ottimo atleta, ma anche una mente fine: diplomato in ragioneria, si è poi laureato in economia e commercio all’università di Torino. Mancino naturale, tirava di scherma con Marcello Bertinetti. «Mi fa molto piacere che questo incontro si tenga presso la nostra sala d’armi - commenta il presidente della Pro Vercelli Scherma Italo Monetti - proprio dove Cantone si allenò sotto l’occhio attento del grande Maestro Visconti per compiere le sue imprese». 

 

I dirigenti di allora capirono immediatamente che Cantone aveva talento: nel 1948, con le competizioni che ripresero dopo la guerra, venne convocato a Londra per i giochi a cinque cerchi. Vinse l’oro nella prova individuale di spada: in quella gara però Cantone non doveva neppure gareggiare. Cantone infatti inizialmente venne escluso dai tre italiani prescelti per salire in pedana, ma all’ultimo momento prese il posto di Dario Mangiarotti indisposto. Cantone vincerà anche la medaglia d’argento nella prova a squadre dietro alla Francia.  

 

Cantone domani verrà raccontato da diverse angolazioni: il suo successo sportivo, ma anche il suo essere avanti per il suo tempo. Laureato e poi operoso imprenditore. «Per noi imprenditori dell’UCID - sottolinea la Presidente della Sezione vercellese Adriana Sala Breddo - lo sport, la cultura d’impresa, l’attenzione al territorio, la centralità della persona, la costruzione del “bene comune” devono interagire tra loro favorendo processi etici, efficaci e virtuosi».

 

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