Qui la finanziera ha dieci frattaglie e tutte sono nobili

Cantina del Rondò è a Neive (Cn) in via Fausoni 7


Pubblicato il 14/01/2018
Ultima modifica il 14/01/2018 alle ore 10:58
torino

Le volte a botte sono quelle delle cantine langarole di una volta e come nelle cantine di una volta c’è anche la mescita dei vini (dal dolcetto al nebbiolo, al barbaresco) che si producono in proprio. Alla Cantina del Rondò di Neive (Cn) c’è anche la zona dove si affinano formaggi e salumi: Francarlo Negro, che con la compagna Emanuela aprì il locale quasi vent’anni fa, era figlio di un «masacrin» (si chiamava così chi girava per le aie ad ammazzare i maiali) e quindi di salumi, oltre che di vini, se ne intendeva. Oggi Francarlo non c’è più ma per fortuna Emanuela continua a proporre i piatti classici della cucina langarola. 

 

Così qui non mancano mai il «vitel tonè alla borghese» e la carne cruda di vitella tagliata al coltello, i tajarin al ragù di salsiccia e le raviole del plin al sugo d’arrosto. Tra i cavalli di battaglia della cuoca la finanziera reale «con 10 frattaglie nobili di toro, gallo e coniglio» e il brasato di manzo al Barbaresco. Lo zio di Emanuela era Carlo Arpino, fratello dello scrittore e pasticcere: si può finire in bellezza con lo zabaione freddo alla Marsala. Menu a 35 euro, alla carta qualcosa di più. Riapre il 27 gennaio. 

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